PISTA

Che si tratti di vincere il Campionato del Mondo della MotoGP o divertirsi semplicemente a frequentare saltuariamente le piste con l’obbiettivo di misurarsi con sé stessi o avvicinarsi ai tempi record del circuito, quello che si chiede ad una moto destinata esclusivamente (o soprattutto) alla pista è semplice: offrire il massimo delle performance con il massimo della sicurezza, il comfort è qui un parametro che non viene preso in considerazione.
Che sia destinata ad un uso esclusivo in pista o che si divida tra la corsa in circuito ed un uso stradale, questo tipo di moto, non appena approda nel paddock, deve essere veramente “cucita addosso” al pilota, pena scarsa fiducia nel mezzo che si traduce in scarsa sicurezza e scarse performance.
Qui gli intervento non sono solo suggeriti, sono obbligatori, e la moto – anche le supersportive – così come escono dalle case richiedono tutte, che più chi meno, interventi importanti.
Le giapponesi, per esempio, a qualunque fascia di prezzo appartengano, sono fornite con materiali di qualità non a livello delle alte prestazioni offerte dai propulsori. Diverso il caso delle italiane che, al contrario, hanno dotazioni di qualità migliori, in ogni caso, comunque, proprio per raggiungere quei risultati di sicurezza e di confidenza nella moto – visto soprattutto che in pista lo stile del pilota inserisce importanti differenze nei parametri di guida (e lo si può notare assistendo alle competizioni internazionali dove le differenze di stile tra i vari piloti è assolutamente evidente) ed è quindi ancor più importante un approccio “sartoriale” nella preparazione dell’assetto per il suo specifico proprietario.
Compressione, estensione, precarichi (idraulici) della molla, variabilità dell’interasse, questi sono i parametri sui quali intervenire per modificare la “personalità” della moto adattandola al modo in cui il pilota la conduce, al suo peso, alla tipologia (e alla marca) di gomme adottate, la qualità di asfalti e strade è ovviamente meno influente visto che le piste offrono qualità e costanza di caratteristiche ovviamente superiori a quelle incontrate nelle strade cittadine o extraurbane.
Oltre ad esserci la necessità di intervenire sui parametri appena descritti c’è, naturalmente, quella di avere dotazioni che queste regolazioni le consentano e di sostituire, di conseguenza, quelle fornite di serie da altre che offrano queste possibilità.
Perché – ma chi va in pista ben lo sa – la propria vita non ha prezzo, e la ciclistica e il giusto assetto può far la differenza tra lo stare in piedi o cadere…